Multiplo originale dell'artista Victor Vasarely, dal titolo: "Hommage à l’Hexagone" del 1977.

Victor Vasarely (Pécs, 9 aprile 1906 – Parigi, 15 marzo 1997) è stato un pittore e grafico ungherese naturalizzato francese. È stato il fondatore del movimento artistico dell'Op art, sviluppatosi negli anni '60 e '70 e, insieme a Bridget Riley, il principale esponente.

Utilizzando colori contrastanti e forme geometriche semplici e ripetitive, l’Optical Art vuole produrre illusioni di profondità, di rilievo e di movimento, confondere o animare lo sguardo senza far ricorso ad un effettivo movimento dell’opera stessa.
Vasarely aspira ad analizzare sistematicamente i fenomeni percettivi al fine di creare una scienza dell’Arte innovativa e utile alla società; per egli le opere utilizzano un linguaggio pulito ed essenziale, scientifico ed universale, fondato sulle conoscenze della fisica, della biologia e
della psicologia. Siamo in presenza, non soltanto, di un impegno continuo di studio e di sperimentazione, ma anche di un atteggiamento morale innovativo e rigoroso, come afferma Otto Piene “la torbidezza del colore è espressione della torbidezza dell’uomo”.
Nel “Manifeste Jaune” pubblicato nel catalogo della mostra “Le Mouvement” del 1955 scrive: “Due forme-colori formano l’unità plastica, vale a dire l’unità di quella creazione artistica e la persistente, onnipresente dualità viene finalmente riconosciuta inscindibile” e continua dichiarando che la geometria (quadrato, cerchio, triangolo, etc.), la chimica (cadmio, cobalto, cromo, etc.), la fisica (spettro, intensità dei colori, etc.) costituiscono dei parametri costanti, essendo elementi di un linguaggio che non soltanto è universale e universalmente percepito, ma che si trova alla base di tutte le immagini e di tutte le opere d’arte, ed è questo linguaggio che egli vuole usare esplicitamente. Anni dopo, per descrivere la Optical Art, si esprime così: “La posta in gioco non è più il cuore, ma la retina, e l’anima bella ormai è divenuta oggetto della psicologia sperimentale. I bruschi contrasti in bianco e nero, l’insostenibile vibrazione dei colori complementari, il baluginante intreccio di linee e le strutture permutate... sono elementi della mia opera il cui compito non è più quello di immergere l’osservatore in una dolce melanconia, ma di stimolarlo, e il suo occhio con lui”. Dichiara inoltre che l’instabilità percettiva che ne deriva è volta a rendere lo spettatore partecipe dell’opera tramite la sua reazione/interpretazione dell’opera stessa.

 

In questa iconica opera “Hommage à l’Exagone”, creata come studio per un francobollo nel 1977, Vasarely elabora il paradosso dei cubi reversibili, già noto agli antichi Romani (è presente infatti in molti mosaici di quell’epoca). In che cosa consiste questo paradosso?
Due rombi adiacenti ad un altro rombo compongono un esagono (da qui il nome della serie) e, nello stesso tempo, sono visti come facce di un cubo; possono essere interpretati sia come le tre facce interne e, allora, il cubo sprofonda, o sia come le tre facce esterne e, allora, il cubo emerge.

Le dimensioni di questa splendida litografia in tiratura fuori commercio, senza cornice, sono:

  • Altezza: 37,5 cm ca
  • Larghezza: 40 cm ca

 

L'opera viene spedita incorniciata e con autentica.

Hommage à l’Hexagone - Victor Vasarely

SKU: B417/1
€ 400,00Prezzo
    • Autore: Victor Vasarely (Pécs, 9 aprile 1906 – Parigi, 15 marzo 1997)
    • Titolo: Hommage à l'Hexagone 
    • Anno: 1977
    • Tecnica: Litografia
    • Tiratura: E.A. 9 / 12 numeri romani
    • Formato: 37,5 x 40 cm circa
    • Timbri e firme: Numerato alla mano a matita sul fronte del foglio in basso a sinistra; Firmato alla mano in basso a destra.

    Opera non fatturabile

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